Singole e parziali “verità” presenti nelle varie religioni non fanno di queste delle religioni vere

 


1.Un orologio rotto, che segna le 10 e 30, almeno due volte al giorno dice la verità, ma nessuno si sentirebbe di affermare: Che bello! Il mio orologio rotto funziona! 
Un orologio rotto, anche se ha ragione due volte al giorno, rimane pur sempre un orologio rotto. Allo stesso modo non si può dire che per il fatto che nelle varie religioni ci siano delle verità, tutte le religioni siano vere. 
Un conto è la verità religiosa, altro le verità religiose.

2.La verità religiosa è ciò che fa di una religione la religione vera, è l’integrità esatta della sua dottrina.

3.Le verità religiose, invece, sono dei pezzi di verità che, per quanto positive e utili per il dialogo, non bastano a rendere di per sé vera una religione.

4.Dunque, ne consegue che nelle false religioni si ritrovano, sì, tracce della legge naturale, ma che queste sono commiste a riti ed elementi immorali tanto di origine umana quanto diabolica.

5.Le verità (più o meno deformate) che si ritrovano nelle false religioni non appartengono a queste, ma sono riflessi della legge naturale.

6.Per dirla più semplicemente: chi appartiene ad una falsa religione non deve essere riconoscente a questa religione per eventuali verità che essa contiene, perché -come abbiamo già detto- tali verità sono già delle legge naturale inscritta nel cuore di ogni uomo.

7.San Paolo dice: Quando i pagani, che non hanno legge, per natura agiscono secondo la legge, sono legge a se stessi; essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono (Romani 2,14-15).