Esso, infatti, è sempre composto da tre petali, disposti a triangolo equilatero,
sovrapposti ad altri tre petali in modo da formare una perfetta stella a sei punte"
Il profeta Osea (ottavo secolo a.C.) descrive il giglio come il fiore simbolo di Israele: “Io sarò come la rugiada su Israele; egli fiorirà come il giglio...” (Osea, 14,6).
Il giglio
Più che la stella a sei punte, però, durante il dominio sacerdotale di Gerusalemme veniva impiegato il simbolo del fiore che con tutta evidenza la rappresentava: il giglio. Il suo nome ebraico è “shoshan”, che deriva dal numero sei (shesh). Il giglio, infatti, ha sei petali, riuniti in due gruppi di tre, disposti ciascuno a formare un triangolo equilatero e sovrapposti in modo da disegnare una perfetta stella a sei punte.
Gli israeliti consideravano il giglio come il più nobile dei fiori, simbolo della divinità. Il simbolo del giglio decorava i capitelli delle due colonne poste all’ingresso del tempio di Salomone, Joachin e Boaz (1 Re 7, 19) e il bacino di bronzo (1 Re 7,26), e compare spesso sui capitelli di colonne giudaiche dal decimo al settimo secolo a.C.
Il profeta Osea (ottavo secolo a.C.) descrive il giglio come il fiore simbolo di Israele: “Io sarò come la rugiada su Israele; egli fiorirà come il giglio...” (Osea, 14,6). Dopo l’esilio babilonese il giglio diviene un motivo molto popolare nell’arte giudaica e appare come simbolo nazionale, insieme all’iscrizione YeHuD (che significa Giudea), in varie monete coniate a Gerusalemme all’epoca asmonea.
Moneta asmonea con il giglio, simbolo di Israele. Lo stesso simbolo riprodotto in una moneta israeliana moderna.
